☀️ È tempo di prenotare per qualche isola greca (per alcune mete forse è già tardi!)
Il timing per prenotare una vacanza in Grecia dipende molto dalla meta. Ci sono però due regole d’oro da tenere sempre a mente quando si punta a un’isoletta greca:
📌 1. Più l’isola è piccola, prima conviene prenotare
Se l’isola è minuscola, come ad esempio Koufonissi, Schinoussa o Kimolos, conviene muoversi per tempo, altrimenti si rischia di rimanere a bocca asciutta. Giusto per capirsi: a volte, già a gennaio, certe mete sono sold out. La cosa più saggia? Iniziare a individuare la meta il prima possibile e fare le opportune verifiche.
📌 2. Più l’isola è famosa, prima conviene prenotare
Anche in questo caso per un motivo molto semplice: riuscire a trovare gli alloggi più convenienti.
Ovviamente, tutto ciò vale se siete in restrizione di budget o non avete un amico con uno yacht 😅 — nel caso, presentatemelo!
📷 Il mio viaggio di settembre: direzione Nord Egeo
Questa volta ho tradito la mia grande passione per le Cicladi e ho optato per il Nord Egeo, in particolare per Lemnos (o Lemno, per gli italiani). Mi ero informata su dei paesaggi naturali unici, perfetti da fotografare:
- il lago salato nella laguna di Alyki
- le conformazioni geologiche nel parco di Faraklo
- il deserto (sì, c’è un deserto!) di Pachies Ammoudies
🌿 Lemnos: natura selvaggia e tanta, tanta fotografia
Lemnos è un’isola vasta, abitata tutto l’anno e con una base militare, per cui ci sono diverse zone in cui non è possibile fotografare.
Le spiagge non mancano, ma lo ammetto: non me le sono godute come si deve. Ero troppo concentrata a fotografare paesaggi mozzafiato! Anche i percorsi di trekking sono molto belli.
L’isola non vive prettamente di turismo, e i prezzi non sono economici. Paradossalmente, a Chios (dove ho soggiornato subito dopo) ho speso molto meno per uno studios fronte mare — cosa molto positiva, dato che ho fatto le due isole in combo.
✈️ Come arrivarci?
Lemnos ha un aeroporto — ottima notizia. Quindi, facendo uno stopover ad Atene (oppure dormendo direttamente in aeroporto), si raggiunge senza problemi.
Io sono partita da Venezia con scalo ad Atene.
🚗 E una volta atterrati?
Consiglio di noleggiare un’auto direttamente in aeroporto. Non è super economico: per una Panda mi hanno chiesto circa 40 euro al giorno a metà settembre.
Un taxi per Mirina costa sui 20 euro, ma poi è comunque indispensabile muoversi in autonomia: l’isola è troppo grande per lo scooter.
Personalmente, scelgo sempre l’auto:
- mi sposto spesso di notte per fotografare
- porto con me uno zaino fotografico pesante, più tenda e viveri.
🛳️ Si può raggiungere anche in traghetto da altre isole: io, ad esempio, dopo Lemnos ho preso il traghetto per Chios, e da lì sono tornata in Italia in volo.
🛏️ Dove dormire?
Dipende dal tipo di esperienza che cercate:
- Se volete un fronte mare, potete puntare su Plati o Kaspakas
- Oppure scegliere un hotel direttamente a Mirina
Io ho alloggiato in un borgo a 10 minuti a piedi da Mirina, con vista mare.
💶 Prezzi in Hotel? Circa 50-60 euro a notte, ma per camere piuttosto datate.
Io scelgo quasi sempre uno studios (un appartamentino con cucina, molto comune in Grecia), perché mi piace fare colazione con i miei ritmi, gustarmi il panorama e non essere legata ad orari.
📸 Ma veniamo al sodo: perché Lemnos?
Perché è un paradiso visivo, perfetto per allenarsi nella fotografia di paesaggio. Speravo anche di scattare qualche foto notturna, ma purtroppo l’inquinamento luminoso non ha aiutato.
Ciononostante, l’isola ha regalato cieli mozzafiato, con quei nuvoloni gonfi spinti dal vento che regalavano scenari da film.
E sì, per la prima volta in vent’anni di Grecia… ho beccato qualche ora di pioggia! 😅
Un pomeriggio, verso le cinque, ho ricevuto una notifica della protezione civile sul cellulare, che invitava a rientrare in casa. Fortunatamente ero vicina al mio alloggio, esausta, e con ancora una corpulenta frittura avanzata dalla sera prima. In frigo avevo la brioche per il mattino e il mio amato latte di capra…
Beh, è finita che ho dormito il sonno dei giusti — altro che pioggia!
☕ Cappuccino e vista mare: la mia coccola mattutina
Apro una parentesi sul mio piccolo vizio greco: il cappuccino casalingo con vista mare.
In molti studios greci si trova un piccolo monta-latte, perché da quelle parti sono pazzi per il “freddo espresso” — che in realtà è un Nescafé zuccherato con crema di latte montato.
Io però ho una mia versione: mi preparo un cappuccino spaziale, guardando il mare.
Negli anni ho imparato a portare con me l’attrezzatura necessaria — c’è chi mette la moka in valigia, io ci infilo il cappuccinatore (ammesso che si chiami così 😅).
📍 Cosa vedere a Lemnos (oltre alle spiagge)
Lemnos mi ha sorpresa ogni singolo giorno. Ogni volta che pianificavo di raggiungere un punto preciso, finivo per perdermi (felicemente) tra deviazioni improvvise, scorci da cartolina e paesaggi che chiedevano solo di essere fotografati.
Un esempio?
🎯 Stavo andando verso il lago salato di Alyki, ma mi sono imbattuta in campi punteggiati da gigantesche balle di fieno e chiesette sperdute in mezzo al nulla.
Una in particolare mi ha lasciata senza parole:
la Chiesa di San Giorgio Gyrniotis (Άγιος Γεώργιος Γυρνιώτης), nella zona di Moudros.
Una piccola chiesetta abbandonata, costruita attorno a un albero.
Sì, avete capito bene: c’è un albero che spunta dal tetto della chiesa — una cosa assurda, e allo stesso tempo straordinaria.
L’ho fotografata al tramonto: atmosfera magica, silenzio irreale, luce perfetta. Uno di quei momenti in cui ti dici:
“Ecco perché sono venuta fin qui.”
…e diciamolo anche: “Che botta di culo a trovarla.”
Da lontano vedevo questa chiesa con un albero gigante spuntare sopra, ma non avevo capito che l’albero fosse dentro.
Mi sono intestardita: ho provato tutte le stradine laterali, in mezzo al nulla, tra mucche al pascolo e paesaggi senza tempo.
Ho girato, cercato, testato strade sterrate…
Ma alla fine ci sono arrivata. E, sì: il mio istinto ci aveva visto giusto.

🧭 Cosa ancora più bella?
Questa chiesa è a pochissimi minuti da un’altra perla dell’isola: il lago salato di Alyki.
☀️ In estate, la laguna è completamente arida, lasciando spazio a una distesa di sale che i locali ancora oggi raccolgono a mano.
🌸 Ma in primavera, quando anche in Grecia arriva un po’ di pioggia, il lago si riempie d’acqua e diventa il pit stop preferito dei fenicotteri rosa, durante le loro migrazioni.
Insomma, se vi stuzzica l’idea di visitare Lemnos fuori stagione, magari in primavera…
📸 le emozioni (e le foto) non mancheranno di certo.
🏜️ E come se non bastasse…
Ma vogliamo parlare del deserto presente sull’isola?
Sì, avete letto bene: nel bel mezzo di Lemnos si trovano vere dune di sabbia, un piccolo deserto greco chiamato Pachies Ammoudies, vicino alla spiaggia di Gomati.
Un luogo fuori dal tempo, dove la sabbia forma onde perfette e il vento disegna geometrie che sembrano uscite da un altro continente.
A Gomati, tra l’altro, potete anche imbattervi in un carro armato della Seconda Guerra Mondiale, ancora lì, con il cannone puntato verso il mare — surreale.
Ma Lemnos non si ferma qui.
L’isola ospita anche una delle pochissime chiese senza tetto, costruita all’interno di una grotta:
la straordinaria Panagia Kakaviotissa.
Per raggiungerla serve una lunga camminata in salita — ma vi assicuro che ne vale la pena, soprattutto se ci arrivate poco prima del tramonto, per godervi una vista incredibile sul mare e sulle colline circostanti.
🦌 Attenzione però: al calar del sole potreste incontrare cervi lungo il sentiero del ritorno. Magia pura.
E cosa manca ancora?
Ah sì: il parco geologico di Faraklou.
Una distesa di conformazioni rocciose tondeggianti e surreali, che si tuffano nel mare e fanno pensare a uno scenario lunare, davvero pazzesco per chi ama la fotografia, l’escursionismo o semplicemente le cose belle e inspiegabili.
E per finire in gloria?
Anche se ho volutamente tralasciato altre piccole chicche — perché non posso mica spoilerarvi tutto, no?
🏔️ La Chiesa del Profeta Elias.
Un’altra bella sfacchinata a piedi, tutta in salita, fino alla vetta.
Ma una volta arrivati, dovete assolutamente suonare la campana: è un vero e proprio rito di passaggio, la conclusione simbolica (e sonora) della conquista.
Sentire il rintocco echeggiare nella valle sottostante è una soddisfazione che non si dimentica.
🧳 In sintesi?
Lemnos è sottovalutata, ma ha tantissimo da offrire a chi cerca paesaggi unici, un ritmo autentico e vuole immergersi in un’isola vera, non costruita intorno al turismo.
Non sarà la più economica, ma è sicuramente una delle più sorprendenti.



