Chi non ha mai avuto a che fare con la sindrome dell’impostore?
L’altro giorno, mi è capitato per le mani il post di una persona su Instagram che si definiva “iper-qualificata” nel suo campo, pur avendo un curriculum che non diceva esattamente questo, e che, tra l’altro, offriva una mini guida a 30 Euro e consulenze da mezz’ora a più di 50 Euro. 50 Euro per mezz’ora di chiacchiera con una ragazza con tre mesi di esperienza all’estero alle spalle???
E mi sono detta:
“Eh no, ma che cavolo?!!!”
“Ma davvero? Sono l’unica in questo universo a essere perseguitata dalla sindrome dell’impostore?” 😤
Un po’ come un avvoltoio appollaiato sulla spalla, pronto a beccarmi ogni volta che provo a fare qualcosa di coraggioso. 🦅
Nella mia vita lavorativa, sono stati rari i giorni in cui non mi sia trovata davanti un fuffarolo. Si, avete letto bene, i “fuffaroli”, per intendersi sono quelli che ti venderebbero un’aspirapolvere nel deserto, da quanto sanno menartela. Ma che, strucca strucca (cioè stringi stringi) — come diciamo dalle mie parti — si sentono come se fossero un Dio sceso in terra, si fanno pagare una barca di soldi… e poi? Il lavoro lo fai tu. E devi pure correggere i loro errori. 😤
Ma i “fuffaroli” cadono sempre in piedi e ripartono ancora più convinti di prima. Mentre tu, ti blocchi. Perché c’è quella maledetta vocina alla porta: la sindrome dell’impostore.
Ma cos’è, davvero, questa sindrome?
Hanno scritto poemi sulla sindrome dell’impostore, ma, in parole povere, è quella sensazione di sentirsi inadeguati, anche quando i fatti — e i traguardi — dicono il contrario.
È il timore costante di essere “smascherati”, giudicati inadatti in ciò che si fa. Chi ne soffre tende ad attribuire i propri successi a fattori esterni — la fortuna, le circostanze — piuttosto che alle proprie reali capacità.
E indovina chi torna a fare capolino? Il caro, vecchio spettro del giudizio altrui. Quello che ti mette i bastoni tra le ruote ogni volta che stai per fare un passo avanti verso qualcosa di ambizioso. 🚧
La paura di essere giudicati è sempre in agguato
Quindi eccoci di nuovo, a fare i conti con il giudizio. Ma il giudizio di chi, esattamente?
Di chi non ha mai vissuto nei nostri panni, non conosce il nostro percorso, ma si sente comunque in diritto di giudicare.

Magari qualcuno che — da sempre — ci ha fatto credere di non essere abbastanza.
O, peggio, di essere troppo.
Troppo esuberante.
Troppo sensibile.
Troppo diversa.
Troppo “con la lingua lunga”.
Troppo sopra le righe.
Troppo grassa.
Sì, perché quando ci fanno sentire inadeguati in ogni cosa, e in più non rispondiamo agli standard estetici, la “nostra colpa” sembra raddoppiare!
Oppure ci accusano di essere troppo poco:
Poco ubbidienti.
Poco sorridenti.
Poco accomodanti.
Poco “perfettine”, come le amichette da manuale dell’infanzia.
E così, anche oggi, ogni volta che stiamo per fare qualcosa di importante, quella vecchia paura riappare. Ancora prima di iniziare. 😓
E se iniziassimo a vederla da un altro punto di vista?
Se ci fermassimo a ragionare un attimo? In fondo nessuno può conoscerci meglio di quanto noi conosciamo noi stesse.
Alla fine, non sono davvero nelle condizioni di giudicarci. Possono provarci, certo. Ma non ci riusciranno mai davvero. Perché non sanno quello che abbiamo dovuto affrontare.
Perché la vita è nostra. Le nostre esperienze sono uniche. Irripetibili. Diverse da quelle di qualsiasi altro essere umano.
E se continuano a giudicarci? Se insistono nel farlo, senza nemmeno rendersene conto…
Probabilmente è solo perché stanno proiettando su di noi le ansie, i dubbi, i problemi interiori che non hanno il coraggio di guardare in faccia.
Forse sono loro ad avere ancora più paura di noi. E se, alla fine, quei giudizi non fossero altro che un riflesso delle loro insicurezze? Se chi ci critica stesse solo cercando di non affrontare sé stesso?
In fondo, chi giudica davvero… è chi ha più paura. 😟
E allora che si fa?
Innanzitutto, se arriva la sindrome: calma e sangue freddo, già il fatto di averla riconosciuta è un buon segnale. 💪
Dopodiché, direi che non sarebbe male farsi una lista da tirare fuori, stile jolly, nel momento del bisogno.
Una lista? Sì, la lista dei fuffaroli che abbiamo incontrato nella nostra vita e che continuano a farcela.
Dopotutto, se ce l’hanno fatta loro, ce la faremo anche noi.
Scorrere la lista — che sia scritta o mentale — fa sempre bene, perché ci rende consapevoli che in giro c’è di peggio.
Insomma: è una botta di stima autoimposta. 💥
E se proprio dobbiamo dirla tutta… beh, ecco… cerchiamo di evitare di auto sabotarci. Di farci sopraffare da quel pessimismo cosmico di cui ho già scritto in un altro mio articolo. Andatevelo a leggere, nel caso ve lo siate perso.

E poi?
Facciamolo. Iniziamo a realizzare ciò che desideriamo, anche se le gambe fanno “Giacomo Giacomo” e tremano. Anche se quella vocina dentro ci sussurra che non andiamo bene — né troppo né troppo poco — ricordiamoci: la nostra strada è unica, e solo noi possiamo tracciarla. Non permettiamo che il giudizio di chi non ha vissuto la nostra vita ci impedisca di andare avanti.
Il vero segreto sta nel fare quel primo passo,
anche quando la paura cerca di fermarci. Non dobbiamo aspettare di essere perfetti o di avere tutte le risposte. Smettiamo di chiederci “Cosa penseranno gli altri?” e iniziamo a domandarci: “Cosa voglio davvero per me stessa?” 🤔
Il coraggio non è l’assenza di paura,
ma la forza di andare avanti nonostante essa. Ogni piccolo passo ci avvicina sempre di più alla nostra versione più autentica. La libertà arriva quando smettiamo di temere il giudizio degli altri, ma soprattutto quando interrompiamo il nostro auto-giudizio, liberandoci da quelle catene invisibili che ci impediscono di esprimere tutto il nostro potenziale.
La vita non è una corsa verso la perfezione.
È un viaggio imperfetto che ci insegna a essere reali ed evolvere. Quando la paura e il dubbio cercheranno di ostacolarci, fermiamoci, respiriamo e chiediamoci: “Cosa voglio davvero per me stessa? E cosa desidero davvero diventare?”
Anche nei momenti di incertezza, non scordiamoci mai il nostro valore. Non permettiamo a nessun giudizio, nemmeno al nostro, di farci dimenticare che siamo nati per brillare, esattamente così come siamo
Il vero potere si trova nel fare quel primo passo
verso la nostra libertà, senza più paura di chi siamo o di cosa gli altri possano pensare. 🚀



