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Il mio viaggio a Chios: dove il tempo si ferma e il vento profuma di resina

09/03/2026
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Detail of a Taverna in Katarraktis - Chios

Detail of a Taverna in Katarraktis - Chios

Lo scorso settembre ho fatto una combo tutta greca: Lemnos e Chios. Oggi vi porto con me alla scoperta della seconda. Chios è un’isola piuttosto grande, dotata di aeroporto, e la sua capitale — la Chora — è una vera città, non il classico villaggio da cartolina. Muoversi lì richiede pazienza (e un po’ di coraggio): il traffico è caotico, i parcheggi scarseggiano e le stradine sono strette e tortuose.
Personalmente, la città mi mette ansia: sono nata e cresciuta in campagna e, quando vado in Grecia, cerco il silenzio e la semplicità dei piccoli villaggi di pescatori.
Così ho scelto di alloggiare a Katarráktis, negli Ostria Studios — una scelta che si è rivelata perfetta. Il paese ha un minimarket, qualche taverna a gestione familiare (dove cucina la nonna, ovviamente) e una vista mare da togliere il fiato, ideale per fare colazione con i dolcetti scoperti in giro per l’isola.

Fisherman -Katarráktis port

Perché ho scelto Chios?

Uno dei miei obiettivi era fotografare i famosi mulini a vento e scoprire qualche paesino autentico. Speravo anche di assistere alla raccolta della Mastika, la resina naturale e profumata che ha reso Chios celebre nel mondo.
Derivata dall’albero del lentisco, la Mastika cresce solo qui: altrove ci hanno provato, ma senza successo. Proprio per questo, il mastice di Chios è l’unico a godere della Denominazione di Origine Protetta (DOP) nell’Unione Europea.
Utilizzata fin dall’antichità, sia in Grecia che nell’Impero Ottomano, ha un aroma balsamico, fresco e leggermente dolce, simile alla resina di pino. Viene raccolta in gocce solidificate, note anche come “lacrime di Chios”.
È commestibile, usata in cucina e in cosmetica — e dà vita a un liquore che adoro, dal gusto simile alla sambuca, ma con una personalità tutta sua.

Windmills- Chios

Porsi un obiettivo a Chios è impossibile

Durante il mio soggiorno a Chios ho capito subito una cosa: pianificare le giornate è praticamente inutile. Le distanze sono ampie e, lungo la strada, ti ritrovi costantemente a fermarti per fotografare scorci che ti rubano il fiato.
Il mio secondo giorno è andato esattamente così. Me la sono presa con calma: colazione con vista mare impagabile, poi una nuotata in piscina con acqua salata. Non cercavo una struttura con piscina, ma quella era la più carina (e anche la più economica), quindi… colpo di fortuna sfruttato!
Sono partita dagli Ostria Studios alle 11 del mattino e sono arrivata a Trachili Beach alle 16. Cinque ore per una spiaggia. 😅
Ma come resistere? Piccole chiesette immerse nei lentischi, case abbandonate, villaggi medievali come Βεσσα (Vessa)… il tempo è volato.
E alla fine, eccola: la torre sulla spiaggia, la mia meta originaria.
La spiaggia in sé non mi ha conquistata — forse per il vento o forse perché preferisco la sabbia, mentre a Chios regnano i ciottoli. Qui era un mix.
In ogni caso, la location era affascinante, e il tramonto al ritorno, visto dall’alto, è stato semplicemente magico. Anche se trovare un punto dove fermarsi non è stato proprio facile…

Sunset view of Trachili Beach -Chios

Il villaggio medievale di Mesta 

Mesta rientra tra la lista dei villaggi medievali da visitare in assoluto. Sono partita di prima mattina per raggiungerla. Durante il percorso ho incontrato una vecchietta che faceva l’autostop e le ho dato un passaggio fino al paese. Qui, nelle isole greche, non è raro che gli anziani chiedano un passaggio. Lei divideva la sua vita tra Chios e l’Australia, e, felice del viaggio, non smetteva di ripetere: “Se l’avessi saputo, avrei comprato l’albero che volevo”. Anche se ho insistito perché tornasse indietro a prenderlo, ha preferito lasciar perdere. Durante il tragitto abbiamo chiacchierato, e poi mi sono persa, incantata, tra le strette stradine del villaggio.

Come sempre, ero vestita da comoda a indecente: pantaloncini, maglietta, zaino fotografico e fazzoletto in testa per il sole. Normale, direte voi, ma non a metà giornata, quando si suda a secchiate. Dall’altra parte, i turisti erano tutti impeccabili, senza una goccia di sudore, perfetti per Instagram e vestiti a puntino. Fotografare diventava quasi una missione impossibile: appena mi vedevano con la macchina fotografica, si buttavano a copiare lo scatto, ignari del fatto che io stavo ancora sperimentando a livello tecnico! Scattare in manuale non è come usare il cellulare, ragazzi…

Medieval village Mesta -Chios

Nel pomeriggio sono andata a Komi Beach, ma ha iniziato a piovere. Ho dato comunque un’occhiata alla spiaggia, niente di speciale, e poi mi sono rifugiata nella taverna Embourios, dove ho mangiato piatti tradizionali a prezzi onesti: pomodori fritti, βλίτα, kebab, souvlaki. La carne era così tenera e abbondante che ho chiesto la doggy bag! Ho scattato qualche foto alla taverna, molto caratteristica, e poi sono passata a prendere dolci per la colazione del giorno dopo in una pasticceria ad Armolia, Perfect Ζαχαροπλαστείο.

Purtroppo, il museo del mastice era già chiuso, ma sono riuscita a visitare lo shop, dove ho preso una maschera e un olio per massaggi. Ho però dimenticato di comprare il digestivo, errore gravissimo!

Agia Dynami e i tafani maledetti!

Il giorno in cui trovo una caletta meravigliosa, perfetta da raggiungere in prima mattinata per evitare l’invasione… arrivano i tafani a rovinare tutto. Eh sì, nelle isole greche non trovo mai zanzare – sarà merito del Meltemi – e considerando che io sono un piatto ambito, non sto esagerando. Però ultimamente i tafani hanno preso il sopravvento, e anche quest’anno ne ho fatto la triste esperienza!

Detto questo, Agia Dynami è forse la caletta più bella che abbia visto: fondale sabbioso, tamerici che offrono ombra e niente attrezzature, proprio come piace a me. È piccola, l’acqua è cristallina… peccato che si riempia in fretta. Nonostante tutto, me la sono goduta fino al tardo pomeriggio.

Agia Dynami -Chios

Pyrgi

Se si è a Chios. è  doveroso visitare Pyrgi, uno dei villaggi più belli dell’isola di Chios. La sua architettura è unica e va vista con i propri occhi per essere davvero apprezzata. Appartiene ai Mastihochoria (i Villaggi del Mastice) e la maggior parte dei suoi abitanti produce mastice o si dedica all’agricoltura. Pyrgi deve il suo nome alla torre medievale che ancora oggi si erge nel villaggio e che ha conservato le sue caratteristiche uniche e tradizionali.

Gli edifici sono decorati con motivi geometrici grigi e bianchi, influenzati dal dominio franco. Il villaggio è anche noto come il “villaggio dipinto”.

L’architettura dei villaggi medievali di quest’isola è caratterizzata da una struttura muraria che circonda il paese, poiché le case sono costruite una accanto all’altra. Puoi lasciare l’auto all’ingresso del villaggio e passeggiare per le strade lastricate in pietra, visitare le chiese e ammirare i balconi pieni di fiori colorati.

Pyrgi village- Chios

Olympi e le sue case dalle porte dipinte

Alle nove del mattino ero già sulla strada per Olympi, uno dei paesini più particolari di Chios, secondo me. Il motivo? Le sue casette con le porte dipinte, sparse tra vicoli perfetti per perdersi.
Mi fermo nell’unico caffè aperto, frequentato solo da locali. Ordino un cappuccino e chiedo se hanno qualcosa di dolce. Niente.
Ok, me ne faccio una ragione… finché non mi arriva un cappuccino gigante, da far invidia a qualsiasi tedesco, accompagnato da una bottiglietta d’acqua. Totale: 3 euro. Considerate le dimensioni, un affare.
E poi, sorpresa: la proprietaria arriva con una torta di mele fatta da lei e me la regala, rifiutando il pagamento. Un gesto d’altri tempi, che mi ha davvero emozionata.
Attenzione: se decidete di entrare in paese in auto, preparatevi a stradine così strette da farvi sudare freddo, e a finire in “culolandia” come è successo a me, con tanto di retromarcia obbligata! 

Olympi village painted doors -Chios

Tempio di Apollo

La giornata è ancora lunga, così mi dirigo verso il Tempio di Apollo, raggiungibile attraverso una strada sterrata che si snoda tra uliveti e giganteschi alberi di lentisco. Il tempio, piccolo e timido, è nascosto tra la vegetazione ma si affaccia direttamente sulla spiaggia — uno spettacolo.
Proseguendo, arrivo a Kato Fana beach: una spiaggia lunga, non attrezzata, con fondale sabbioso e acqua cristallina. C’è solo una barca e due persone impegnate nella pesca subacquea. Me la godo tutta, con la mia schiscetta.
Mi alzo solo perché è ora di visitare il Museo del Lentisco e comprare la famosa Mastika!

Kato Fana Beach -Chios

Monastero di Nea Moni

Attraversando l’isola in orizzontale verso la parte opposta a Chios, si arriva al Monastero di Nea Moni, raggiungibile in auto (anche se io ho preferito fare un pezzo di trekking). Con la sua architettura bizantina, questo monastero dell’XI secolo, costruito dall’imperatore Costantino Monomaco, è un sito UNESCO famoso per i suoi mosaici. Accanto, una piccola cappella custodisce le ossa e i teschi dei monaci che ci vissero.

Nea Moni Monastery – Chios

Prossima tappa: Anavatos

Poi via verso Anavatos, un villaggio che sembra uscito da un romanzo medievale. Costruito su uno sperone roccioso con un unico accesso a nord, fu rifugio fortificato durante il dominio ottomano e teatro del massacro del 1822. Oggi è un villaggio fantasma, con case in pietra ben conservate e mura che trasmettono un senso palpabile di storia. La vista dall’alto ripaga ogni sfacchinata.

Anavantos- Chios

Agios Isidoros Pantoukios

All’estremo nord dell’isola, lontano da tutto, c’è una delle chiesette più poetiche che abbia mai visto: Agios Isidoros Pantoukios. Piccola e struggente, si staglia sul mare in un angolo dove montagna e acqua si incontrano in perfetta armonia, proprio ai margini di un golfo incantevole. Considerata tra le trenta chiese più belle – di dimensioni ridotte – di tutta la Grecia, è un rifugio perfetto per chi cerca un momento di pace e contemplazione, con una vista sulle colline e l’azzurro infinito del Mar Egeo da cartolina.

Poco più in là, una spiaggia attrezzata e… un ristorante di sushi. E qui arriva la mia piccola “violenza mentale”: mai avrei pensato di mangiare sushi in Grecia, ma dopo la sfacchinata, senza nulla in giro, e nessun altro posto aperto, ho ceduto. Spiedini di gambero e cocktail analcolico, io vestita da battaglia, pronta a macinare chilometri, in un posto che non era una taverna, ma comunque… sorprendentemente piacevole! Non credo diventerò una fan del sushi greco, ma almeno ho detto “ci ho provato”.

Agios Isidoros Pantoukios – Chios

Castello di Chios – Terme bizantine e la “Pietra del Maestro”

Andare a Chios e non visitare il Castello è un po’ un’eresia, vero? Detto questo, tra tutti i posti che ho visto sull’isola, il castello e le terme bizantine sono stati quelli che mi hanno emozionato un po’ meno. Bellissimi, sì, ma per me la magia resta tutta nei villaggi medievali e nei monasteri immersi nella natura: quelli vincono a mani basse.

Un’altra tappa interessante è stata la Pietra di Omero, o Daskalopetra, nella zona di Vrontados. La leggenda dice che lì Omero si sedeva per recitare i suoi poemi. Già sapete, lui non scriveva mai di suo pugno (probabilmente perché era cieco), ma raccontava tutto ai suoi studenti che poi trascrivevano per lui. Il nome “Daskalopetra” significa proprio “la pietra del maestro”, un omaggio al grande poeta.

Da lì la vista sul mare, sul villaggio di Vrontados e dintorni è spettacolare. Proprio da questa leggenda prende il nome anche la spiaggia di Daskalopetra, lunga e mista ciottoli, perfetta per rilassarsi. Ah, e pure per fare foto da influencer… beh, non io, ovviamente! Ma ho passato il pomeriggio a guardare un set fotografico infinito: cambi d’outfit, gioielli e pose da manuale, tutto sullo stesso scoglio. Monotematico, ma di grande effetto.

 

Daskalopetra – Omero stone – Chios

Tour di spiagge

Sì, a Chios ci sono anche spiagge, per chi vuole prendersela un po’ più comoda.
Mavra Volia è la famosa spiaggia di ciottoli neri, con un’acqua così cristallina da venirti voglia di tuffarti all’istante. Per arrivarci ho incrociato la raccolta a mano della Mastika, il vero cuore pulsante dell’isola.
Poi c’è Vroulidia Beach, davvero scenografica, perfetta per un bagno “da cartolina” almeno una volta nella vita.
Elinita e Lampsa Beach sono spiagge sabbiose, ma con fondali di ciottoli, che per una come me – che ama camminare in acqua – non sono proprio il massimo.

Vroulidia Beach -Chios

Castello di Volissos

Non potevo farmi scappare nemmeno il Castello di Volissos.
Il villaggio tradizionale si arrampica su una collina ripida, e in cima svetta il castello medievale costruito durante il periodo bizantino. Secondo la leggenda, fu eretto dal generale Belisario nel VI secolo, ma le ricerche più recenti lo collocano all’XI secolo, in un’epoca di grandi ristrutturazioni sull’isola.
Nel XV secolo toccò ai Genovesi dargli una rinfrescata, perché si sa… gli italiani sono sempre in mezzo, come il giovedì e il prezzemolo.

View of Volissos Village- Chios

Se alloggerete a Katarraktis e visiterete il castello nel pomeriggio, preparatevi: al ritorno potreste imbattervi in uno spettacolare tramonto con vista sulla torre di Lithi. Un regalo perfetto per chiudere la giornata.

È valsa la pena visitare Chios?

Assolutamente sì, è un’isola da vedere e, cosa non da poco, ancora abbastanza wallet friendly.
Personalmente, non alloggerei a Chios città, che è una vera città — e per me, abituata alla campagna e alla ricerca del piccolo villaggio di pescatori tipico delle isole greche, non è il massimo.
Per questo ho scelto Ostria Studios a Katarraktis: stanze con piccolo cucinino, lavabo, frigorifero e balcone vista mare. Se vi piace la piscina con acqua di mare, il personale gentile e un luogo silenzioso (l’unico rumore è quello del mare), beh, siete nel posto giusto. E a pochi passi trovate qualche taverna tipica.
Se vi interessa, questo è il sito: https://ostriastudios.gr/
Arrivare a Chios è semplice: c’è l’aeroporto, quindi niente stress da traghetti. Movida? Certo che c’è, ma non era quello che cercavo… altrimenti avrei alloggiato in città!

Chios ha belle spiagge, certo, ma ciò che la rende davvero unica — oltre alla Mastika — sono i suoi villaggi variegati, da visitare con calma e assaporare.
È un’isola del Nord Egeo: dimenticatevi le casette bianche con i balconi azzurri delle Cicladi. Qui le case hanno tetti spioventi, molto più simili ai nostri, ma con un fascino tutto loro.
Se siete amanti della fotografia, preparatevi: gli spunti per esercitarvi non mancano di certo.
Certo, l’isola è grande: si macinano chilometri su chilometri, ma gli spettacoli che offre ripagano ogni fatica.

 
 
 
 
Tags: #chios #vacanze #fotografia #cultura #isolegreche#ViaggiareDaSoli
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